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Manifesto

Avvolgersi di fragranze sottili permette di affrancarsi dal mondo ordinario. Ci si allontana così dalle contingenze volgari. Lasciando aleggiare attorno a sé una presenza profumata singolare, si rivela un po’ della propria anima e si lasciano intravedere altri misteri. L’alchimia della fragranza personale diventa allora una sorta di offerta ai propri cari, un invito silenzioso a un viaggio immobile e onirico, che lascerà una sensazione indimenticabile.

Trovatosi di fronte, a Parigi nel 1792, alle violenze rivoluzionarie, Pierre-François Lubin si era ripromesso di porre un giorno rimedio, con i suoi profumi, alle brutture del mondo. I suoi elisir esaltavano la maestà di una presenza, un talento unico che gli valse il riconoscimento delle teste coronate. Ai nostri giorni, la scelta degli ingredienti naturali più rari, e dunque meno disponibili, limita la produzione dei profumi Lubin. Restare quasi artigianali consente di procurarseli tutti in quantità sufficienti. Segreto condiviso soltanto da qualche migliaio di iniziati in tutto il mondo, i profumi di Lubin sono oggi l’ornamento essenziale di una certa arte di vivere.

Poiché il suo sigillo attesta un sapere antichissimo, la Maison Lubin predilige sempre gli ingredienti più nobili che ci offre la natura agli artifici della chimica moderna. A differenza degli stilisti, specialisti dello sfarzo e «artigiani dell’apparenza», Lubin è un «artigiano della presenza». Esalta l’aura di tutte e di tutti coloro che gli accordano la loro fiducia.