
Olivia Giacobetti
Figlia del fotografo e regista Francis Giacobetti, a 17 anni viene assunta dal profumiere di Grasse Robertet. Sette anni dopo fonda la sua società di composizione di profumi, Iskia. Olivia Giacobetti ha lavorato molto per marchi di profumi cosiddetti «di nicchia», come Diptyque, L’Artisan Parfumeur e Lubin.
Le si deve in particolare l’introduzione della nota «fico» in profumeria.
In un’intervista rilasciata nel 2021 a Ksenia Golovanova per Fragrantica, Olivia Giacobetti condivide alcune riflessioni chiave sul suo approccio creativo:
Descrive il suo approccio come libero, emotivo e poetico: ama le fragranze che raccontano una storia e si ispira a ciò che la tocca e la turba, agli odori fondamentali dal significato profondo — acqua, legno, odori sacri che fanno parte del nostro patrimonio olfattivo. Il suo lavoro si nutre di piccoli elementi nascosti, dell’invisibile. Come in un fermo immagine, cerca di catturare un istante o un’immagine, di trattenere un’impressione fugace, puntando anzitutto alla semplicità — più avanza, più semplifica le sue formule per conservare solo l’essenziale, convinta che quanto più un accordo è preciso, tanto più è espressivo.
Secondo lei, l’errore più grande che si possa commettere creando qualcosa è voler piacere — ed è ancora peggio se si cerca un denominatore comune per piacere a tutti, il che porta alla banalità, levigando tutto per conservare solo i codici universali. Allinea le sue creazioni ai propri desideri, e più un profumo diventa personale, più si sorprende che trovi il suo pubblico.


